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29 agosto 2008

E vissero felici e lontani



di Afra Fanizzi

L'amore non è bello... se non è a distanza. È su questo messaggio che si incentra “E vissero felici e lontani” (Ed. Giulio Perrone, pp.124), il libro scritto a quattro mani da Antonella Piperno e Piero Valesio, che nel sottotitolo chiarisce meglio i propri intenti: perché conviene amarsi a distanza.

Come comportarsi se l'amore bussa alla tua porta mentre sei in montagna per una vacanza? Niente di più facile che accoglierlo, spalancargli le porte. Ma se tu sei di Roma e lui di Torino, e beh, qui inizia il bello. È questa in sintesi la storia d'amore fra Antonella Piperno, giornalista di Panorama e Piero Valesio, giornalista di Tuttosport, che non senza esitazioni da cinque anni vivono il loro amore a distanza, che ogni due settimana porta l'una a Torino e l'altro a Roma. Fra ironia e qualche inevitabile momento di sconforto, il libro scorre, pagina dopo pagina, attraverso la chiave del “visto da lei” e “visto da lui”, e in breve, fra qualche sorriso, ci si convince, a poco a poco che forse avere un uomo o una donna a casa che ti aspetta tutte le sere non è poi il massimo. Insomma, meglio un po' di insicurezza al caffè insieme tutte le mattine, alla condivisione della tv, del letto e del tubetto di dentifricio. Certo, i due autori avvertono subito che questo libro non è fatto per i fautori dell'amore come fusione assoluto, ma l'amore a distanza è l'ideale per single ansiosi di cambiare status o per chi è reduce da convivenze o matrimoni falliti.

Ovviamente non tutte le distanze portano bene all'amore, anzi. Perchè se i chilometri sono pochi, come quelli che separano Milano da Torino, il rischio è quello di dover saltare sul treno alla fine di una giornata di lavoro, di sorbirsi il vicino in treno e di dover poi arrivare dal partner tutti pimpanti, per prepararsi alla levataccia del mattino dopo per tornare a lavoro. Insomma il fattore G (cioè geografico) unito al fattore C (carattere) è alla base di una relazione del genere. Niente Pacs per queste coppie, ma solo Pad (Partner a Distanza). Non abitare sotto lo stesso tetto, ma soprattutto non abitare nella stessa città, consente alla donna e all'uomo di un Rad (Rapporto a Distanza) di godersi lo svacco casalingo: lei potrà indossare la sua tuta scolorita, lui, invece, potrà godersi in santa pace la partita e i commenti prima e dopo. Stare lontani mette al riparo da famiglie ingombranti, che siano figli di precedente relazioni o semplicemente suocere da evitare, ed Ë un vero e proprio toccasana per il sesso, che stimola la fantasia di lui e lei. Tutto ha un sapore diverso quando dura poco o quando non succede tutti i giorni, ma i sentimenti sono sempre gli stessi. Insomma, l'amore c'è e cresce anche a distanza. Certo, non è sempre tutto oro quel che luccica. Basterebbe un'influenza che costringe a letto per ripensarci e volere disperatamente fra delirio e febbre, un partner concittadino. Ma l'influenza passa, e comunque esistono i telefoni, la mamma o l'amica. Inutile dire che amarsi a distanza non Ë facile, i momenti di sconforto ci sono, ma anche in questo caso, a trionfare su tutto Ë sempre l'amore. E se alla fine della lettura resta ancora qualche dubbio, si può sempre consultare il blog www.evisserofelicielontani.net.





permalink | inviato da Memorie dall'invisibile il 29/8/2008 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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