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14 ottobre 2008

L'ultimo dei Freikorps




di Pietrangelo Buttafuoco (Il Foglio 14/10/2008)

Prima di portare a termine il prossimo putsch andremo a far riposare gli stivali fra i boa di struzzo e le belle gambe di una ballerina. Come Jörg Haider sul divano del Cabaret. Gli stivali sono una voluta esagerazione, ovvio. Già la sua bella faccia da Freikorps, infatti, regala quel giusto gusto di caserma al nostro disordine e sono solo le eleganti canaglie a saper fare malinconia nel frattempo che il mondo balla. Fantastici i Freikorps. D’ottimo umore e simpatici come sempre. Una bella ganga gaglioffa. Quando Haider cominciò a vincere tutto il mondialismo torvo – a passi alteri, fiutando a destra e a manca – gli rovinò contro tutto il parentado delle personcine.

Certi di non fraintendere i tempi della storia e l’ora culminante del destino – quando il morire è una disdetta – noi che traffichiamo con gli abissi ci faremo largo a colpi d’anca tra le piume. E leveremo un brindisi sul pelo vivo della tempesta.

Weimar è tornata e la terra è a corto di denari e di velluto azzurro. Un turbine d’allegria e l’arrivederci ai lunari del Danubio accompagna la cattiva sorte. E’ la fatalità che sorride dal parabrezza di una gran bella macchina nel chiudersi di una notte: sfondarsi il petto tra le lamiere, come Fred Buscaglione, il cantante italiano dei locali forniti di seltz, sfondarsi la vita nel frattempo che tramonta il mondo e l’Austria ritorna alla casa madre.

Andarsene, dunque. E le scarpe degli amici risuonano sul selciato portando fiori e lumini. Andarsene nel rimpianto per farsi raccontare quali dominatori del disordine – con la tuba in testa, in relax su un divano, tra le piume e le note del Cabaret – e restarsene nella febbrile agitazione di una stagione fatta apposta per chi finisce sotto il tavolo, tra i pigia pigia della gens nova.

Weimar è tornata e il Cabaret è la dimora di cui facciamo stratagemma, anzi, un passatempo. E’ l’ansia carnascialesca del buonsenso perché, a parte quelle di qualche banchiere, ci mancano le teste da spaccare. Quante impazienze, però, in attesa della zoppa e sciocca amministrazione della realtà. Ma un mondo dissipato non riesce ad arrivare ad un destino. Tutto è sempre di più Weimar e, desideratissime, con le coppe di champagne, arriveranno anche le Ceneri. Giungerà a tempo la redenzione della chiarità, ancora meglio se tra le eccelsi Alpi, tra le nevi, e questo nostro disordine si scioglierà nei lunghi corridoi dove le ballerine attendono prima di venire alla ribaltà. Weimar è tornata e al Cabaret ci si diverte attaccati alle cosce delle cerbiatte odorose di fragore. Nessuno si preoccupa della figura che fa. Detto questo Jörg Haider è stato assassinato.




permalink | inviato da Memorie dall'invisibile il 14/10/2008 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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