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Un campione chiamato Borgonovo




di Giuseppe Malaspina

Insieme a Roby Baggio formava una coppia irresistibile. Quando, sul finire degli anni Ottanta, gli striscioni della curva Fiesole erano tutti per loro due, la Fiorentina ricordava alle altre squadre di essere stata una ‘grande’. E perfino alla Juventus, la rivale di sempre, storicamente più blasonata, non riusciva l’impresa di espugnare il ‘Franchi’. La sua figurina e quella di colui che sarebbe presto diventato il ‘divin codino’ andavano a ruba fra gli adolescenti di una Firenze sempre più colorata di viola. Che si accendeva quando la palla finiva fra i suoi piedi. Stefano Borgonovo è stato un grande centravanti. La stagione 1988/89, la sua annata più prolifica. Quattordici reti per salutare la tifoseria gigliata e regalarsi un meritato passaggio al Milan, dove ha lasciato altri buoni ricordi in campo internazionale con la conquista della Coppa dei Campioni. Oggi Stefano ha 44 anni ed è affetto dalla Sla. Perfido acronimo che sta per ‘Sclerosi laterale amiotrofica’. Ennesima vittima di un morbo che aggredisce progressivamente il sistema nervoso, non lasciando scampo ai neuroni di moto. Inchiodato a un letto, proprio lui che amava rincorrere il pallone nell’area di rigore avversaria., e costretto a comunicare con l’esterno mediante un sintetizzatore vocale che ‘legge’ ad alta voce i suoi sguardi. Potenza della tecnologia per fronteggiare l’attuale impotenza della scienza medica. E sua moglie Chantal è l’ennesima compagna coraggiosa che non esita a prendersi cura del marito più sfortunato. Ma dotato di una impareggiabile grinta e di una sorprendente ironia, con cui racconta al mondo la sua personale vicenda umana. Alle telecamere di Sky Sport 24 ribadisce la sua viscerale passione per uno sport che è stato la sua vita, “io amo troppo il calcio e mi rifiuto di pensare che la mia è una malattia del calcio”, manifesta la sua voglia di continuare a lottare, “anzi se potessi scenderei in campo, in cortile o all’oratorio e andrei a giocare”, e rende pubbliche le proprie intenzioni, “voglio creare una Fondazione Borgonovo per aiutare la ricerca e gli ammalati come me”. Il mondo del calcio si è mobilitato organizzando un’amichevole fra Fiorentina e Milan, il prossimo 8 ottobre, a Firenze. In campo, anche ex compagni di Stefano. L’incasso sarà devoluto in beneficenza per finanziare le ricerche sulla Sla. Che continua a mietere vittime fra i calciatori professionisti al punto che il procuratore del Tribunale di Torino, Raffaele Guariniello, ha parlato di “un dato epidemiologico inquietante” nel mondo del calcio dove “si muore sei volte di più di Sla che nella popolazione generale”. Le statistiche parlano chiaro. A fronte di 6 casi ogni 100mila abitanti, ne sono stati individuati 8 su un campione di oltre 7mila calciatori. Numeri che confermano una relazione, non ancora definitivamente provata, fra la patologia e il calcio. Sono anche stati ipotizzati diversi fattori, verosimilmente concatenati all’insorgere della Sla. Si va dalla predisposizione genetica ai ripetuti traumi alle gambe e al capo, dall’intenso sforzo fisico all’uso di alcuni diserbanti sui terreni di gioco. Oltre all’utilizzo smodato di antinfiammatori, pratica frequentissima negli spogliatoi degli ultimi anni. L’ombra del doping, invece, testimoniata da libri denuncia come ‘Nel fango del dio pallone’ di Carlo Petrini, ‘Palla avvelenata’ di Fabrizio Calzia e Massimiliano Castellani, e ‘Il terzo incomodo’ di Ferruccio Mazzola, non sembra ancora intorbidire l’insieme delle probabili cause, origine della Sla. La prova del nove è offerta dal ciclismo, categoria non certo avulsa dalla viscida mano del doping, tuttavia priva di ammalati di questa rara e devastante sindrome. Che, oltre a Borgonovo, ha colpito attualmente altri tre ex calciatori professionisti, come lui usciti allo scoperto. Senza contare chi, invece, ha deciso di rimanere nell’anonimato. Perchè di fronte a un nemico così subdolo, il primo passo, quello più faticoso, è l’accettazione. Il secondo, che gli fa rima, è la sensibilizzazione.

Pubblicato il 15/9/2008 alle 20.42 nella rubrica Diario.

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